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MCP: il progetto dentro il tuo assistente

Puoi collegare Claude, Codex o un altro assistente a questo progetto, con un server MCPModel Context Protocol, la convenzione con cui un assistente si collega a una fonte di dati e la interroga mentre risponde, invece di andare a memoria. Da quel momento, quando gli chiedi cosa dice una legge, la legge davvero: il testo vigente a una data, come è cambiato nel tempo, e le segnalazioni che lo riguardano.

Non serve un account, non serve una chiave, non serve clonare niente. Al primo avvio scarica il dataset pubblico — 161 atti — e lo tiene da parte.

Perché non basta chiederlo e basta

Un assistente che risponde a memoria su una legge sbaglia in un modo particolarmente insidioso: risponde bene. Cita un articolo che esiste, con parole plausibili, e sbaglia la versione — perché la norma è cambiata quattro volte e lui ha in testa una media di tutte. Su una legge, la data di vigenza è il contenuto.

Collegato a questo server, invece, ogni risposta parte da un testo che ha letto adesso, con il suo URN e la sua data. E quando non c’è, dice che non c’è: il corpus è parziale per costruzione, e il server lo dichiara a ogni avvio.

Come si collega

Claude Desktop

Apri il file di configurazione — su macOS ~/Library/Application Support/Claude/claude_desktop_config.json, su Windows %APPDATA%\Claude\claude_desktop_config.json — e incolla questo. Poi riavvia.

{
  "mcpServers": {
    "leggichenontornano": {
      "command": "npx",
      "args": ["-y", "@leggichenontornano/mcp"]
    }
  }
}

Claude Code

Un comando, e basta.

claude mcp add leggichenontornano -- npx -y @leggichenontornano/mcp

Codex

In ~/.codex/config.toml.

[mcp_servers.leggichenontornano]
command = "npx"
args = ["-y", "@leggichenontornano/mcp"]

Qualunque altro client

Il trasporto è stdio e il comando è npx -y @leggichenontornano/mcp. Niente porte da aprire, niente processi da tenere vivi, niente autenticazione.

Cosa puoi chiedere

In parole tue. Non serve conoscere gli URN, e non serve sapere quali strumenti esistono.

  • Cosa dice l’articolo 5 del codice dei contratti pubblici del 2006, e com’è cambiato nel tempo?
  • Quali norme ancora in vigore rinviano a un atto abrogato?
  • Prendi questa segnalazione e prova a demolirla: dove non regge?
  • Sto per scrivere che una certa norma è ancora in vigore. È vero, a che data?
  • Quali pronunce della Corte costituzionale hanno colpito questo decreto?

Le tre regole che il server impone al tuo assistente

Non sono suggerimenti: arrivano insieme agli strumenti, e servono a impedire l’errore più probabile, cioè che una segnalazione venga riferita come un verdetto.

  1. Citare sempre l’URN e la data di vigenza. La stessa norma dice cose diverse a date diverse: «l’art. 3 della legge X» senza una data è un riferimento ambiguo.
  2. Riportare il testo originale prima della sintesi. Se una segnalazione è sbagliata, l’errore si vede nel testo, non nel riassunto.
  3. Non presentare una segnalazione come un verdetto. Sono indizi prodotti da una query, con una precisione misurata che il server dichiara.

Documentazione completaCosa copre il datasetCome funziona il progetto